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Messina, cent'anni nelle baracche |
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Da www.corriere.it
Esattamente un secolo fa, il sisma devastava la città dello stretto. Le capanne dei terremotati - 3.336 - sono ancora lì: popolate da gente che lavora, paga spazzatura e affitto, e deve ammazzare i topi a cucchiaiate. Senza più la speranza che questa vita «provvisoria» finisca.
Il ponte
di Messina, di questo pezzo di Messina che sconcia gli occhi e offende
la ragione, è una passerella in legno di tre metri e poco più:
ingegneria della povertà per superare uno stretto di liquami, un
rigagnolo fognario a cielo aperto di scarichi e urina, che divide due
blocchi di baracche.
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