Magdi Allam e la Sinistra italiana
martedì 25 marzo 2008

La Madre Chiesa che accoglie tutti dentro le sue braccia e, simbolicamente testimonia questo attraverso il maestoso colonnato di Gian Lorenzo Bernini che circonda Piazza San Pietro, ha impartito nella notte di Pasqua il battesimo al vice direttore del "Corriere della Sera" Magdi Allam; da oggi: Magdi Cristiano Allam.


La posizione del Vaticano è dentro il commento di padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede: “Per la Chiesa cattolica ogni persona che chiede di ricevere il battesimo dopo una profonda ricerca personale, una scelta pienamente libera e un’adeguata preparazione, ha il diritto di riceverlo”.

Di contro, per “difendersi” dalla sua passata religione, quella musulmana, il giornalista, che vive già sotto scorta, dopo aver ricevuto numerose minacce per le opinioni espresse sulla questione dell’Islam italiano, è costretto ulteriormente a rinforzare il manipolo di uomini che vigilano sulla sua incolumità.

La notizia della sua conversione ha fatto il giro del mondo. Il settimanale "Time" lo paragona ad Ayaan Hirsan Ali, lo scrittore e politico olandese di origini somale, anche lui autore di diverse tesi revisioniste sulla religione islamica e, comune destino, minacciato di morte dagli integralisti.  
Negli Stati Uniti Allam è definito, nell’ambiente dei repubblicani, “un uomo coraggioso” e "The Conservative Voice" definisce il suo caso come “l’ultimo esempio dell’intolleranza dell’Islam verso i diritti individuali, poiché la maturazione della conversione al cattolicesimo è nata dopo una cosciente presa di volontà interiore e senza alcuna minaccia alla vita, come invece avviene per molti cristiani, che vivono in numerose nazioni musulmane, e in Iraq, dentro la Rete, c’è chi ringrazia il Papa per essersi preso “il musulmano sionista”.

Al di là delle considerazioni banali e cioè come dalle nostre parti gli islamici hanno tutti i diritti di professare la loro religione, le polemiche sui Crocifissi in classe e la valutazione su quanti europei si sono convertiti alla religione di Maometto senza perdere alcun privilegio giuridico e di libertà, quello che lascia l’amaro in bocca è il modo con il quale diversi giornali di sinistra hanno commentato l’evento.
"L’Unità": “Magdi Allam, conversione - show ma in Vaticano c’è imbarazzo”. Si legge: “Una bomba mediatica, uno schiaffo all’Islam e forse anche il rischio di una strumentalizzazione per la stessa Chiesa: questo pare essere l’effetto della conversione-show al cristianesimo del giornalista egiziano di famiglia musulmana”.
Prima considerazione, perché tutto quello che non è di sinistra deve essere sempre criticato negativamente con la spocchia di chi possiede la chiave del “Sancta sanctorum” senza nemmeno prendere in considerazione la metamorfosi interiore che può maturare dentro una persona dinnanzi a scelte così importanti? Secondo: molto meglio assistere a questi “show”, che magari possono aiutare anche la Chiesa nella sua difficile missione di conservare e seminare la Fede nel mondo- ricordiamo senza violenze e morti –, piuttosto che quei tragici filmati di kamikaze che annunciano la strage dopo essersi già auto esplosi tra la gente o l’imbonimento delle menti dei bambini, cresciuti all’odio di Israele e al culto della guerra Santa persino all’interno di “educativi” programmi per ragazzi trasmessi dalle TV palestinesi.
Ma la sinistra può permettersi tutto, come la raccapricciante vignetta di Vauro pubblicata da "Il Manifesto" su Fiamma Nirenstein – unica “colpa”, pensate, quella di candidarsi nel PDL – con tanto di Fascio e Stella di David sotto il simbolo elettorale del partito di Silvio Berlusconi.

E a proposito de "Il Manifesto" si legge nell’edizione di oggi come “La cerimonia, avvenuta sabato sera, aveva tutte le caratteristiche del coupe de théâtre.”
Va giù pesante "Liberazione" che dedica addirittura l’apertura della prima pagina e titola: “ La crociata di papa e Corriere. “Ebrei e islamici convertitevi!”. Di seguito: “Sabato notte il papa ha battezzato il giornalista del Corriere Magdi Allam. Sotto i riflettori dei media. Allam ha scritto sul suo giornale di avere abbandonato l’Islam perché l'Islam è “fisiologicamente violento”. Domenica il papa ha chiesto agli ebrei di convertirsi. Tra i politici italiani, nessuno sente il bisogno di opporsi a questo ritorno al medioevo…”
Ricordiamo a tutti questi critici cosa Magdi Allam e, chiunque abbraccia il cattolicesimo lasciandosi alle spalle l’Islam, rischia.
Il Corano recita che “Non c’è costrizione nella religione” (Sura 2, 256), perciò sulla carta si riconosce la libertà di fede, ma sappiamo bene, come i non musulmani che vivono in stati islamici subiscano continue discriminazioni in base al principio: “Combattete coloro che non credono in Dio e nel Giorno Estremo, e che non ritengono illecito quel che Dio e il Suo messaggero han dichiarato illecito, e coloro, fra quelli cui fu data la Scrittura, che non s’attengono alla Religione della Verità. Combatteteli finché non paghino il tributo, uno per uno, umiliati” (Sura IX, 29).

A gennaio il sacerdote cattolico Pierre Wallez è stato accusato di aver celebrato la messa per un gruppo di immigrati cristiani, in arrivo da Camerun, Nigeria e Ghana, è per questo condannato in Algeria ad un anno di carcere con la condizionale ed al pagamento di un’ammenda per attività di proselitismo al di fuori degli edifici autorizzati dal governo.

Magdi Allam, inoltre, rischia il reato di apostasia – che non è contemplato comunque nel Corano, ma è entrato in uso attraverso il pensiero dei fedeli -. Questa colpa, in alcuni Paesi appartenenti all’Organizzazione della Conferenza Islamica, è considerato un crimine punibile con la morte. Tra questi ricordiamo l’Afghanistan, l’Arabia Saudita, l’Iran, il Sudan, e lo Yemen.

L.M.




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Ultimo aggiornamento ( martedì 25 marzo 2008 )
 
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