| Lo stalinismo non era inevitabile ma probabile |
| lunedì 10 dicembre 2007 | |
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La sua relazione si è soffermata in particolare sul tema della successione a Vladimir Lenin e l’analisi della situazione politica nel partito bolscevico. “Ma per comprendere l’insieme – spiega Zaslavsky - si deve fare un ulteriore passo indietro e capire l’influsso ideologico che la divisione del movimento socialdemocrativo generò, con la frattura tra menscevichi e bolscevichi: da una parte quindi il marxismo tradizionale (rafforzamento naturale delle masse, presa di coscienza della subordinazione al potere capitalista e rivoluzione socialista globale), e il marxismo leninista (la Rivoluzione non nasce spontaneamente, il processo può essere accelerato grazie alla strutturazione delle organizzazioni, in quanto gli operai da soli non riescono a scoprire la coscienza di classe)”.
L.M. |
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“Lo stalinismo non era inevitabile ma fortemente probabile”. Victor Zaslavsky ne è convinto. Il professore, ospite a Messina di un ciclo di seminari su “La Rivoluzione d’Ottobre” organizzati dalla Fondazione Bonino Pulejo e dall’Università di Messina (Dipartimento di Studi sulla Civiltà Moderna), ha spiegato anche, come ancora oggi, gli archivi russi continuano a fornire materiale inedito agli storici. 







