Violenza a Roma, la sinistra si risveglia leghista e antieuropea
giovedì 01 novembre 2007

Stupro e aggressione, a Roma. Un giovane rumeno letteralmente sequestra una donna, fa i suoi comodi, poi la getta in una fossa. Il governo prontamente risponde: riunione d’urgenza del Consiglio dei Ministri, decreto che permette ai prefetti di espellere cittadini comunitari dal territorio nazionale. Il Partito Democratico segue la linea: astiosa dichiarazione di Veltroni sulla natura dell’immigrazione rumena in Italia. Le sinistre italiane fanno quadrato e trovano la loro unità a scapito degli immigrati rumeni. Si tratta di un equipaggio che tenta, con l’esorcismo rumeno, di salvare dalla fine una nave piena di falle. Ma non è così che si governa un paese e si fa del sano europeismo.

 

Ha fatto un’impressione strana, ieri, vedere i leghisti al governo. Intendiamoci: il provvedimento del Governo è opportuno e andava realizzato molto tempo fa. Sempre meglio tardi che mai. Quella che sembra strana è la conversione della sinistra italiana al leghismo duro e puro, con toni verbali degni di raffinati pensatori della politica come Calderoli e Borghezio. Vendetta, tremenda vendetta. Ci mancavano le forche, ieri, tra Campidoglio e Palazzo Chigi, per completare la scoperta democratica della gogna e del giustizialismo. Vorremmo sapere cosa ne pensano i mostri sacri della sinistra democratica italiana, i Ciampi, i Napolitano, del modo in cui i loro discepoli al Governo hanno sputtanato con una piroetta magistrale l’europeismo a tutto tondo predicato per anni.

 

Che c’entra l’Europa? C’entra. L’entrata della Romania nell’Unione Europea è stata salutata, insieme a quella della Bulgaria, come l’ennesimo atto di un processo di mirabili sorti e progressive. Chi scrive ha sempre nutrito dubbi che si trattasse di un evento positivo: la Romania e la Bulgaria avrebbero dovuto trovare il loro posto nella casa europea solo tra qualche anno, dopo analisi attente e processi di integrazione più mediati. Ma che senso ha, ora, scaricare tutta la crisi di consenso del Governo contro il capro espiatorio rumeno? Che senso ha concentrare tutta la potenza di fuoco politica, mediatica e culturale del centrosinistra contro un popolo che ormai fa parte dell’Unione Europea? Il risultato, temo, sarà solo quello di aumentare la xenofobia nel nostro paese. Un esito che non salverà certo il centrosinistra dalla sua incapacità di parlare al Paese. 

 

Andrea Bellantone 

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