Quanto è rechtsradikal la città di Mugeln, di Francesca Traldi
mercoledì 03 ottobre 2007

npd-flaggenLa questione del razzismo espresso dal partito NPD fa discutere la Germania dopo il fallito linciaggio di fine estate contro otto indiani nella città sassone di Mügeln. La cittadina descritta ora dalla stampa come Nazistadt - é diventata, a torto o a ragione, il nuovo simbolo della estrema destra. Nella notte del 19 agosto otto indiani che partecipavano alla festa del paese, circondati da circa cinquanta persone (tra giovani ed adulti), furono costretti ad attraversare più volte la piazza del mercato subendo gravi aggressioni e diversi tentativi di linciaggio.

A far discutere più della caccia alle streghe é stata l’intervista rilasciata dal sindaco, Gotthard Deuse (FDP), alla rivista di destra Junge Freiheit alcune settimane dopo l’episodio di razzismo. «Lasciamo perdere l’estremismo di destra, io mi rammarico del fatto che i tedeschi non possano mostrare il loro orgoglio nazionale, io sono orgoglioso di essere tedesco – ha dichiarato il sindaco Deuse - La stampa condanna senza conoscere i fatti e nei fatti io vedo Mügeln come una nuova Sebnitz». Per la cronaca, nella cittadina sassone di Sebnitz nel novembre del 2000 un sedicenne musulmano Joseph Abdullah morí affogato in una piscina pubblica. All’epoca dei fatti il quotidiano scandalistico Bild insieme ad altra stampa locale scrisse in prima pagina che il sedicenne era stato ucciso da estremisti di destra aderenti alla NPD, nonostante fosse acclarato dai referti medici che il giovane era tragicamente scomparso per cause naturali in seguito ad un infarto.

Il diretto riferimento del sindaco al fatto accidentale di Sebnitz ha indignato tutti i politici nazionali, fino al cancelliere Merkel che ha appoggiato la proposta della SPD di chiedere le dimissioni di Deuse. Il segretario generale del partito liberale, Dirk Niebel, ha subito preso le distanze dal suo compagno di partito. «Il sindaco Deuse – ha voluto precisare Niebel – é responsabile delle sue dichiarazioni, secondo il partito FDP non vi é alcuna giustificazione per gli episodi di razzismo». Anche il capo gruppo alla camera dei verdi, Renate Künast, ha chiesto le dimissioni di Deuse. In seguito alle polemiche, il sindaco ha rettificato la sua dichiarazione in una successiva intervista rilasciata al Leipziger Volkszeitung (Freitagausgabe): «La mia frase, quella di essere orgoglioso di essere tedesco non avrebbe dovuto rimanere sola – ha dichiarato Deuse. Non sono affatto orgoglioso di quello che é avvenuto a Mügeln, sono contrario ad ogni forma di razzismo»

Tuttavia, la caccia alle streghe e le recenti reazioni del sindaco di Mügeln hanno riaperto il dibattito sulla violenza razziale nella ex Germania dell’est diffusa dal partito NPD. Considerato che ad esempio nelle precedenti elezioni regionali svolte nel 2006 nel Land nordorientale del Meclemburgo per la prima volta il partito neo nazista NPD supera la soglia di sbarramento del 5%. Il risultato elettorale regionale non può tuttavia essere estraniato dal contesto dominato da una alta percentuale di disoccupazione tra i giovani e da una diffusa mancata crescita economica.
In seguito agli episodi di razzismo avvenuti a Mügeln il leader della SPD, Kurt Beck ha richiesto per la seconda volta alla Corte costituzionale la messa al bando della NPD. Già nel marzo 2003 si era tentato la messa al bando del partito senza successo.

A livello europeo l’unico ad avere espresso pubblicamente solidarietà a Kurt Beck in una recente intervista rilasciata al Bild Am Sonntag é stato il commissario europeo alla giustizia, Franco Frattini che ha dichiarato: «Sarei molto lieto se in Germania si arrivasse un giorno a vietare il partito neonazista della Npd perché i neonazisti sono un cancro per Paesi democratici come la Germania e una vera minaccia per la nostra democrazia». Frattini ha inoltre ricordato che: «La xenofobia e l'estremismo di destra stanno aumentando in Europa e in cinque Paesi il fenomeno é molto preoccupante. Tra questi figurano la Germania, ma anche Francia, Belgio, Danimarca e purtroppo anche nella mia patria, in Italia, le cose non vanno molto meglio». In seguito alle dichiarazioni rilasciate da Frattini, il quotidiano Die Welt ha indetto un sondaggio online (ancora in corso) chiedendo alla popolazione se era d’accordo con la messa al bando del partito NPD. Il 27% degli intervistati ha a oggi risposto di essere a favore, il 18% é rimasto neutrale e il 55% si é espresso in modo contrario.
 
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