L'Europa e la sua "via" verso la crescita, di Valentina Risi
domenica 14 gennaio 2007
euro_dollarIn apertura del nuovo anno, alcuni analisti hanno diagnosticato una prospettiva “rosea” per il vecchio continente e si sono spinti fino a sostenere che questo potrebbe essere l’«anno del sorpasso» dell’Europa rispetto agli Stati Uniti. Ovviamente si tratta di una serie di affermazioni che necessitano di essere chiarificate e specificate, dato che la possibilità di registrare un tasso di crescita europeo superiore rispetto a quello statunitense, non sarebbe da attribuire ad una aumentata efficienza, ma semplicemente al registrarsi di una delle più brutte fasi di recessione del colosso oltre oceano. In sintesi, se le prospettive di sviluppo per gli Stati Uniti si attestano intorno ad un livello molto modesto (1,6 per cento), per l’Europa sarebbe invece possibile registrare un valore a mala pena più elevato (1,8 per cento): si tratterebbe, in altre parole, di una opportunità di avanzamento ottenuta verso il basso e non verso l’alto, e quindi non dovuta ad un incremento effettivo e solido del livello di produzione.
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Il declino dell'Europa nell'età contemporanea, di Gaetano Quagliariello (Ventunesimosecolo.org)
mercoledì 10 gennaio 2007

quagliariello1Gaetano Quagliariello è Professore Ordinario di Teoria e storia dei partiti politici e di Storia comparata dei Sistemi Politici Europei presso la Facoltà di Scienze Politiche della Luiss Guido Carli.

1. Il Cardinale Joseph Ratzinger, oggi Papa Benedetto XVI, data a partire dal 1789 e dalle sue conseguenze due svolte storiche tra esse correlate. Avrebbe avuto inizio allora il divorzio tra l'Europa e la tradizione cristiana che ne aveva marcato identità e percorso fino alla fase più estrema del Sacro Romano Impero. E, proprio per questo, all'interno dell'Occidente si sarebbe creato uno iato tra Vecchio e Nuovo Continente: mentre nel primo si pongono le premesse per l’affermarsi di una deriva “secolarista” come portato dell'illuminismo, oltre Oceano la religiosità che l’Europa comincia a sospingere verso il ghetto della coscienza individuale, continua invece a irrorare la vita civile, pur nel rispetto dei dovuti ambiti di esclusiva competenza dello Stato e della Chiesa.

 

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L'ingresso della Turchia nell'Unione Europea, di Valentina Risi
domenica 03 dicembre 2006
turkey_euE’ sufficiente gettare un rapido sguardo all’evolversi degli eventi storici nel corso dei secoli per comprendere il ruolo fondamentale che la Turchia ha sempre giocato nel declinarsi della dialettica politica. Questo risulta evidente sia nel momento in cui facciamo riferimento ai tempi antichi, quando la conoscenza del mondo non oltrepassava lo stretto di Gibilterra e lo sguardo dell’uomo occidentale provava timore per gli orizzonti illimitati dell’Oriente, sia nel momento in cui torniamo ad osservare la realtà del mondo contemporaneo caratterizzato da un problematico contesto di interdipendenza, in cui ogni evento politico, pur nella sua parzialità, produce immancabilmente degli effetti che si ripercuotono a livello mondiale.
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Documenti utili dalla relazione "La strategia Merkel per l'Europa"
venerdì 01 dicembre 2006

logoeurolab2La dott.ssa Francesca Traldi, ci ha gentilmente inviato una utile documentazione riguardante la conferenza che ha tenuto il 27 novembre scorso su "La strategia Merkel in Europa". Ricordiamo agli studenti del corso di laurea in Storia che, per poter avere riconosciuto 1 cfu, dovranno scrivere una relazione sulla conferenza e consegnarla al coordinatore di corso di laurea.

 

 

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Bolkestein approvata, tanti rischi (Il Manifesto 17/11/06)
domenica 19 novembre 2006
bolkesteinLa direttiva sulla liberalizzazione dei servizi in Europa è ormai cosa fatta. Il Parlamento l'ha approvata in seconda lettura mercoledì mattina, ora toccherà ai 25 firmarla. Quindi, tra tre anni, la direttiva diventerà legge nei 27 paesi che per allora formeranno la Ue. Finisce così, quasi in sordina, l'iter comunitario della direttiva forse più polemica nella storia dell'Europa unita, una fine strana per chi ha mosso piazze, acceso dibattiti, mobilitato migliaia di persone in tutto il continente e pesato in maniera decisiva sul voto francese che ha affossato la Costituzione europea. I fautori della norma - socialisti, popolari e liberali - preferiscono ora non chiamarla più Bolkestein e ricordare gli effetti benefici che porterà su un settore che già muove il 70% del Pil europeo; i suoi detrattori - verdi e comunisti - amano invece mantenere il tetro nome del commissario al mercato interno della Commissione Prodi che il 13 gennaio 2003 la presentò al grande pubblico e rammentare i rischi che ancora gravano su lavoratori e consumatori. Vediamo cosa è cambiato e cosa rimane di questa direttiva.

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