Dieci anni dopo, di Ennio Remondino (www.isfreedom.org)
venerdì 30 marzo 2007

remondinoHo iniziato ad occuparmi di guerre più o meno dieci anni fa, prima col grande inganno televisivo del Golfo, e nel '92 con la tragedia bosniaca. Da allora non ho più smesso. Dieci anni di guerre dopo, nello stesso spirito di questa iniziativa giornalistica, ho sentito il bisogno di ragionare attorno alla guerra e alla informazione. "La televisione va alla guerra", ho proposto in un libro, ma la riflessione credo possa valere per tutti i frammenti del comunicare. Rilancio qui alcune di quelle considerazioni. Ho scoperto, ad esempio, che la guerra praticamente non ha famiglia, nasce orfana e muore senza figli. La guerra non ha mai un'origine che valesse la pena di raccontare prima.

 

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L'Europa tra due fuochi: questioni di "sicurezza nucleare", di Valentina Risi
domenica 25 marzo 2007
missile_launchA quasi venti anni dalla fine della Guerra Fredda, l’ombra lunga degli spettri che hanno caratterizzato questo periodo continua ad infestare i meandri del vecchio continente e rende nuovamente urgente ed attuale il dibattito in merito alla questione nucleare. Ciò che intendiamo sottoporre ad analisi in questo breve contributo, è l’attenzione diffusa suscitata dal progetto statunitense di installare un sistema di difesa missilistico in Polonia e nella Repubblica ceca. La conseguenza più logica che questo tentativo trascina con sé è che, attraverso lo svilupparsi di un «legame speciale» tra questi due stati europei e il partner statunitense, si realizzi una sorta di squilibrio strutturale all’interno di una Europa che faticosamente cerca di mettere insieme i pezzi di una coerente ed unitaria politica estera comune.
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La messa cantata per l'Europa, di Marcello Pera (Il Giornale 23/03/2007)
domenica 25 marzo 2007
peraFesta grande, oggi, al Senato, provvisoriamente riaperto anche se non per attività legislativa. Contenti come pasque, i grandi padri dell' Europa - da Prodi a Barroso, da Ciampi a Giscard, passando per Andreotti, Colombo e Delors - ne celebreranno in pompa magna le magnifiche sorti e progressive nel 50° anniversario dei Trattati di Roma.
Inutile dire come andrà a finire. Come al solito, la celebrazione servirà a celebrare le idee dei celebranti. Come al solito, si dirà che l'Europa è, in sé, per sé, e di per sé, fattore di sviluppo, di coesione, di pace. E come al solito si sosterrà che occorre andare avanti alla maniera consueta, cioè senza ascoltare nessuno e senza mai sottoporsi ai voti o, quando questi ci sono e sono contrari, senza tenerne conto alcuno.
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A Berlino si spengono 50 candeline, di Francesca Traldi
domenica 25 marzo 2007
roma1957_trattatiBerlino é la sede ufficiale dei festeggiamenti dei 50 anni dalla firma del trattato di Roma. La scelta non ha suscitato polemiche da parte dell’Italia che approva – almeno a parole – la scelta della Merkel. Per ringraziare il beau geste italiano, la presidenza tedesca si é sentita in dovere di rendere omaggio all’Italia ed alla sua capitale con una visita in Campidoglio, sede storica del trattato.
In occasione della visita lampo italiana, la Merkel nel consueto giacca e pantalone nero che rende il suo passo ancora più deciso, ha reso visita anche al Presidente della Repubblica. Sull’onda del successo ottenuto al consiglio europeo ha discusso con il governo italiano del tema energetico e dell’avvenire dell’Unione europea. Certa che il rilancio dell’Europa passi per la porta un tempo stretta, oggi ‘spalancata’ di una politica energetica comune (sia nelle fonti rinnovabili che nelle reti).
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La Romania e la UE: Sweet Dream or Disappointment?
lunedì 19 marzo 2007

 

circoloeuropa
 
Un paper de "Il Circolo Europa", in inglese, sui pro e i contro che l'avvenuto allargamento ha avuto sullo stato rumeno.

 

 

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