Con gli incentivi alla rottamazione le vendite delle auto in Italia stanno risalendo. In una concessionaria di Roma sono stati visti due personaggi che stanno provando lo stesso modello e magari alla fine sceglieranno quella con il motore più potente e capace di sorpassare. Magari differiranno solo sulla scelta del colore, uno preferisce le tonalità scure, l’altro il rosso, anche se talvolta un rosso strano tendente un po’ verso la tinta “stelle e strisce”. Stiamo parlando di Gianfranco Fini e Walter Veltroni, il primo ex fedele braccio destro di Silvio Berlusconi; il secondo pacioso ma “furbo”sindaco di Roma che si è defilato dalla politica caciarosa e cafona degli ultimi anni per guidare ormai da due mandati la Capitale.
Qualcuno ha detto, a proposito del recente disegno di legge governativo sulle liberalizzazioni, che la montagna avrebbe partorito il topolino. Può darsi. Ma, in questo paese ingessato, è sempre meglio un topolino rispetto al nulla. E di nulla, in fatto di liberalizzazioni, chi oggi accusa il governo Prodi di essere poco coraggioso, era uno specialista. Quali liberalizzazioni significative e strutturali ha prodotto, dal 2001 al 2006, il governo Berlusconi? Niente di niente.
La questione cruciale è che il provvedimento sulle liberalizzazioni marcia nella direzione giusta e non ha senso criticarlo alla luce di quello che ancora resta da fare. Il ministro Bersani, che sembra avere preso la liberalizzazione del paese come obiettivo principale della propria azione di governo, è uomo determinato, l’unica risoluzione saggia e assennata dovrebbe essere quella di sostenerlo, soprattutto se si ha a cuore la modernizzazione della nostra economia.
Secondo una ricerca dall’EUMC (Osservatorio europeo sui fenomeni razzisti e xenofobi) realizzata nel 2006, gli immigrati e gli appartenenti alle minoranze etniche sono soggetti a gravi disuguaglianze nel mercato abitativo e in quello del lavoro. La ricerca è stata svolta nei paesi dell’Unione Europea ed il risultato ottenuto è alquanto sconcertante. Le politiche migratorie, le sanatorie, le restrizioni nel mercato del lavoro sono concepiti dai governi europei per affrontare la nuova realtà, ma non si è creato ancora un rapporto tra pari.
L’immigrato non è una calamità naturale, non è un numero nelle statistiche e sicuramente non è un “fenomeno”. Si pensa che un lavoratore agricolo, anzi l’immigrato che lavora nel settore dell’agricoltura, si trovi bene a dividere la propria stanza con altre 4 persone o forse anche a lasciar posto nel suo letto a qualcun altro.
Dal 1 gennaio 2007 la Romania e la Bulgaria fanno parte dell’Unione Europea. I trattamenti dell’adesione erano iniziati nel 1995 quando la Romania e la Bulgaria, insieme agli altri paesi ex-comunisti, presentarono la loro richiesta per l’entrata nell’UE. Dopo dodici anni la Bulgaria, l’ex-paese satellite più fedele all’Unione Sovietica e che per cinque secoli era sotto il dominio ottomano, insieme alla Romania, diventa Stato membro. Secondo il premier socialista bulgaro, Sergej Stanišev, “questa è la vera caduta del muro di Berlino”. I due paesi hanno circa 30 milioni di abitanti (la Romania ha una popolazione che raggiunge il 22 milioni di persone, mentre la Bulgaria ha quasi 8 milioni di abitanti) così l’UE avrà 487 milioni di cittadini. La popolazione è, in maggioranza, di fede ortodossa, ma ambedue i paesi vedono la presenza di importanti gruppi di minoranze etniche e di fede diversa.
Sembrano dieci anni. Invece sono solo dodici mesi. Giorno più o giorno meno, Eurolab, il nostro Laboratorio d’Europa, esiste da quasi un anno.
Gli obiettivi che abbiamo raggiunto sono stati davvero importanti: costituzione legale, un novero notevole di iniziative, una bilancio strutturato e relativamente florido, una serie di collaborazioni con istituzioni locali, nazionali e internazionali.
Nel 2006 Eurolab ha organizzato 6 conferenze; 4 forum cittadini a Messina, Patti, Milazzo, Taormina; ha aperto un sito internet; ha organizzato una manifestazione presso il Teatro Vittorio Emanuele di Messina; e infine ha ideato una Summer School con sei giorni di lezione intensiva, durante la quale ha ospitato studenti provenienti dalla Romania e dall’Ungheria. Sempre nel 2006 l’associazione ha recepito circa 16.000 euro di entrate e ha svolto progettazione per il recepimento, nel 2007, di circa 130.000 euro per svolgere ulteriori iniziative.
Nell'ambito degli scambi internazionali, all'interno del circuito di partners di "Eurolab - Laboratorio d'Europa", si comunica che è stata completata la lista degli 8 partecipanti che saranno ospiti ad agosto dell'Università "Pazmany Cattolica" di Budapest (Ungheria).