L’Italia ha scelto, adesso è tempo di rimboccarsi le maniche
martedì 15 aprile 2008
“Chapeau”, tanto di cappello. C’è poco da considerare, al di là delle simpatie personali che suscita, oltre le ideologie e i colori politici. L'Italia ha scelto, l’Italia vuole Silvio Berlusconi e il PDL al governo del Paese.
Lo ammette anche il Partito Democratico, che probabilmente non ha mai
pensato alla vittoria, ha forse solo illuso i suoi elettori – come è
giusto fare in una campagna elettorale –, ma che probabilmente non
immaginava una così sonora sconfitta.
La Madre Chiesa che accoglie tutti dentro le sue braccia e, simbolicamente testimonia questo attraverso il maestoso colonnato di Gian Lorenzo Bernini che circonda Piazza San Pietro, ha impartito nella notte di Pasqua il battesimo al vice direttore del "Corriere della Sera" Magdi Allam; da oggi: Magdi Cristiano Allam.
Piaccia o no - e comunque la si pensi - politica e giustizia sono da anni allo scontro. I politici non si adeguano al rispetto dovuto ai giudici? O i giudici fanno politica con mezzi impropri? Chi scrive è incline a pensare che siano in corso entrambi i fenomeni e che occorra porvi rimedio.
Bruno
Contrada, integerrimo funzionario dello Stato, finito nella rete folle di una
giustizia kafkiana, passerà un Natale in carcere. Condannato per reati di mafia
da un tribunale che ha ritenuto credibili le calunnie di una manciata di
assassini in cerca della benevolenza dei magistrati (in linguaggio giuridico:
collaboratori di giustizia), Contrada sta scontando una severa pena in un
penitenziario militare. Dopo avere lottato per molti anni Cosa Nostra, in nome
della Repubblica e della legalità costituzionale, Contrada ha ricevuto dalle
istituzioni un pensionamento fuori regola: soggiorno nelle patrie galere.
Strana riconoscenza.